Lavrov: «Imperativo riconoscere la Crimea»

Il presidente russo, Vladimir Putin ha annunciato un cessate il fuoco di tre giorni in Ucraina, dall’8 al 10 maggio, in occasione dell’80esimo anniversario della Vittoria sul nazifascismo, riferiscono le agenzie russe. Volodymyr Zelensky potrebbe acconsentire al riconoscimento della cessione della Crimea alla Russia? Soltanto pochi giorni fa il presidente ucraino affermava di no, ma ora Donald Trump sembra rilanciare l’ipotesi. Il presidente americano ha parlato nelle ultime ore, ripreso dai media internazionali, a seguito del breve incontro con l’omologo ucraino in Vaticano, a margine dei funerali di Papa Francesco. «Penso di sì», ha detto Trump al riguardo. Il tema resta comunque controverso. Secondo il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, intervistato dal quotidiano brasiliano O Globo (articolo ripreso dalla Tass) «il riconoscimento internazionale della proprietà russa della Crimea, di Sebastopoli, della Repubblica di Donetsk, della Repubblica di Lugansk, della regione di Kherson e di Zaporizhia è imperativo». Nella stessa intervista, Lavrov ha poi auspicato che il dialogo tra Mosca e Washington «porti a risultati reciprocamente accettabili». Da parte del Cremlino, c’è la convinzione che «Kiev dovrebbe intraprendere certe azioni» in direzione di colloqui diretti tra le parti. Il riferimento del portavoce Dmitri Peskov, ripreso da Interfax, è al decreto ucraino del 2022 che esclude trattative con Putin. Quanto alla possibilità di un nuovo contatto tra il presidente russo e Trump, Peskov ha confermato non essere ancora in programma, «ma se necessario può essere concordato molto rapidamente». Nel frattempo, si segnala un colloquio telefonico tra Lavrov e il segretario di Stato Usa, Marco Rubio.