Oggi, 28 aprile, Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro. Ancora tanto da fare. I dati dell’Inail sulle morti in aumento. L’amianto killer nell’indifferenza generale. L’annuncio del vice ministro alla Giustizia Sisto

Ricorre, oggi, lunedì 28 aprile, la Giornata mondiale della Sicurezza sul Lavoro, istituita a suo tempo dall’Ilo (o Oil) con il fine di promuovere la cultura della prevenzione per ridurre infortuni, malattie professionali e rischi emergenti e, così, favorire il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori. Quest’anno la giornata si concentra sul tema “Rivoluzionare la salute e la sicurezza sul lavoro: l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione nel mondo del lavoro”, con l’obiettivo di fare luce «sul modo in cui le nuove tecnologie stanno trasformando la salute e la sicurezza sul lavoro, anche attraverso l’automazione, l’uso di strumenti intelligenti per la salute e la sicurezza sul lavoro e sistemi di monitoraggio, la “realtà estesa” e la realtà virtuale, e la gestione algoritmica del lavoro». È una giornata in cui si pubblicano dati, si lanciano appelli e si fa pressione sui governi affinché il tema resti al centro o, meglio ancora, in cima alle priorità delle politiche. Tutti i sindacati italiani, dall’Ugl alla Cgil, hanno chiesto maggiore attenzione e si sono concentrati sul lato più oscuro dei dati provvisori pubblicati oggi dall’Inail. Secondo questi ultimi, infatti, gli incidenti sul lavoro denunciati nei primi due mesi del 2025 sono stati nel complesso 89.556, quindi in calo del 3,4% rispetto ai 92.711 dei primi due mesi del 2024. Ma le denunce di malattia professionale sono state 14.917 con un aumento del 5,8% sullo stesso periodo del 2024. Ancora peggio, gli infortuni mortali: 138 le denunce per incidenti nell’industria, agricoltura e “conto Stato” con un aumento del 16% sullo stesso periodo del 2023. Per non parlare delle notizie provenienti dall’Osservatorio Nazionale sull’Amianto: nel mondo sono oltre 200 mila i decessi ogni anno per malattie amianto correlate, come mesotelioma, tumore al polmone o asbestosi. Settemila soltanto in Italia. I dati continuano a crescere anno dopo anno, spesso, ciò che è peggio, nell’indifferenza generale. Il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha dichiarato che «la riforma per una più efficace sicurezza sul lavoro è in arrivo», «vogliamo propendere, dopo una serie di utili audizioni, verso un modello più orientato a parametri di prevenzione che incaponito sulla sanzione: quest’ultima arriva sempre troppo tardi, quando ormai il fatto è accaduto, il pregiudizio si è verificato. E spesso, purtroppo, irrimediabilmente». Staremo a vedere.