Ucraina, nella notte attacco russo a Kiev, mentre si parla di tregua. Trump: «Intesa vicina con Putin, Zelensky accetti». E Mosca torna ad ammonire sul nucleare

L’Ucraina si ritrova ancora una volta sotto attacco, con un violento bombardamento che ha colpito Kiev nella notte, provocando almeno 9 morti e oltre 70 feriti. A seguito dell’offensiva russa, Zelensky, in visita ufficiale in Sudafrica, anticiperà il suo rientro in patria. Le operazioni di soccorso sono ancora in corso, con squadre di emergenza che lavorano tra le macerie alla ricerca di eventuali superstiti. Missili e droni hanno colpito la capitale proprio mentre, sul fronte politico, si parlava di una possibile tregua tra Russia e Ucraina, con la mediazione degli Usa. Eppure, il presidente americano Donald Trump continua a sostenere di essere vicino a un’intesa con Mosca: «Sono sicuro di avere un accordo con la Russia, ma pensavo fosse più facile trattare con Zelensky», ha affermato. Il leader statunitense ha poi incalzato il presidente ucraino, dichiarando apertamente: «L’intesa con Putin è vicina e va accettata». Il piano prevede la cessione della Crimea e dei territori attualmente occupati dalla Russia, una proposta che Washington considera «equa», come sottolineato dal vicepresidente J.D. Vance. Tuttavia, la risposta da Kiev è stata netta: un secco rifiuto a qualsiasi ipotesi di spartizione territoriale. In questo contesto sempre più teso, è arrivata anche la dichiarazione del ministro della Difesa russo Sergej Shoigu, che ha ribadito la linea dura del Cremlino: «In caso di aggressione da parte dei Paesi occidentali, ci riserviamo il diritto di utilizzare armi nucleari». Un monito che riporta l’attenzione sulla fragilità degli equilibri geopolitici e sulla minaccia, mai del tutto sopita, di un’escalation atomica. Prove di forza, in vista, forse, di una trattativa che si avvicina, anche se il prezzo umano del conflitto resta altissimo. Ora gli occhi del mondo sono puntati sui funerali di Papa Francesco a Roma, occasione per un possibile incontro tra il presidente ucraino e quello statunitense, il primo dopo il duro scontro verbale del 28 febbraio scorso alla Casa Bianca.