Rafforzate le misure di sicurezza in vista dei funerali del Papa, un evento che vedrà presenti capi di Stato provenienti da tutto il mondo

Sabato mattina si svolgeranno le esequie solenni per dare l’ultimo addio a Papa Francesco, in una cerimonia che vedrà riunirsi, secondo le previsioni, circa 200mila fedeli, ma anche molte personalità politiche internazionali, dal presidente Usa Trump, accompagnato dalla moglie Melania, a quello francese Macron, da Ursula von der Leyen a Volodymyr Zelensky, per un totale di circa 170 capi di Stato e di governo, peraltro in un contesto internazionale ancora molto teso. Per garantire la massima sicurezza, già alla notizia della morte di Bergoglio sono state attivate delle misure eccezionali nella città di Roma, con la creazione di una “zona rossa” attorno al Vaticano, con controlli e metal detector per accedere. Poi bonifiche del sottosuolo, motociclisti, tiratori scelti, artificieri e nuclei cinofili delle diverse forze di polizia nell’area attigua a Piazza San Pietro, il pattugliamento del Tevere da parte della polizia fluviale, un controllo attraverso immagini in 3D di tutta a zona circostante la Basilica, fino al divieto di sorvolo di tutta l’area, in un coordinamento fra gendarmeria vaticana, forze dell’ordine ed istituzioni italiane, dal questore al prefetto, al sindaco e commissario per il Giubileo, Gualtieri, al Presidente della Regione Lazio, Rocca. La Protezione civile, guidata da Ciciliano, ha, invece, attivato le misure per gestire l’afflusso e l’assistenza dei fedeli. Mobilitate anche le unità speciali dei pompieri contro le minacce nucleari, batteriologiche e chimiche, il personale speleo-alpino-fluviale, ma anche il sistema delle ambulanze e dei pronto soccorso. Attenzionati aeroporti, stazioni ferroviarie e della metropolitana, grandi arterie e caselli autostradali, e tutti gli obiettivi sensibili nella città di Roma, comprese le zone dove alloggeranno le autorità straniere. Misure di sicurezza già operative, che saranno rafforzate il giorno dei funerali e che rimarranno attive fino all’elezione del nuovo Pontefice.