di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
Non è soltanto per una doverosa testimonianza se, ieri, nell’urgenza della notizia sulla morte di Papa Francesco, ho avvertito la necessità di diffondere un messaggio – a nome personale e di tutta l’Unione Generale del Lavoro – semplice, quanto sentito.
Papa Francesco è stato un pontefice che, già nel suo nome, ha indicato una inequivocabile missione, di vera umiltà e di enorme attenzione agli eventi che, sempre di più oggi, stanno sconquassando e cambiando il mondo, così come lo abbiamo sempre conosciuto. Una missione, soprattutto, di grande vicinanza ai lavoratori e a quelli che si definiscono “ultimi”, ma che, poi, sono la stragrande maggioranza di coloro che popolano e animano la Terra. Senza dimenticare la sua previsione di una «terza guerra mondiale a pezzetti» e gli instancabili appelli alla pace. Francesco ha dedicato un’enciclica (la “Laudato Si’”) al clima, equiparando l’ecocidio alla stregua di un peccato.
Stiamo parlando di un Papa che ha voluto traghettare nel Terzo millennio la dottrina sociale della Chiesa, attraverso la proposta di «una nuova economia», l’“Economia di Francesco”, che riunisce imprenditori da tutto il mondo chiedendo loro di impegnarsi in un processo di dialogo inclusivo e di cambiamento globale.
Nel marzo del 2022, in occasione del 72° anniversario della Cisnal-Ugl, abbiamo avuto l’onore di incontrare Papa Francesco durante l’Udienza che egli ha concesso al nostro sindacato. Evento per noi, per tutta la nostra comunità, molto rilevante, al di là di una fede e dei valori cristiani, che attengono alla sfera personale di ognuno di noi, perché è stata la conferma di un percorso valoriale della nostra organizzazione sindacale nel solco della dottrina sociale della Chiesa. È nel maggio del 1891, che, grazie ad un lungimirante Papa, Leone XIII, in seguito chiamato il “Papa degli operai”, la Chiesa capisce di non poter continuare a ignorare i rapporti sociali relativi al mondo del lavoro e quindi, nell’enciclica “Rerum Novarum”, affronta temi come il capitalismo, il salario, l’intervento dello Stato nell’economia, le associazioni, intese come corporazioni o sindacati. Senza dimenticare la “Laborem Excercens” di Giovanni Paolo II che, nella visione del rapporto tra capitale e lavoro, dà nutrimento e risuona con uno dei principi fondanti della nostra Organizzazione sindacale ovvero la partecipazione dei lavoratori alla gestione e ai profitti delle imprese.
Ai giovani economisti, Papa Francesco ha rivolto tre inviti «essere testimoni, non avere paura, sperare senza stancarsi». Tre inviti che si confanno alla missione del sindacato e al ruolo delle sindacaliste e dei sindacalisti di ieri, di oggi e di domani.