La platea si è ridotta rispetto a febbraio, ma restano nodi importanti da sciogliere

Alla vigilia del passaggio in assemblea al Cnel del nuovo Rapporto sul mercato del lavoro, che contiene una puntuale analisi dei contratti collettivi nazionali, è tempo di consuntivi. Allo stato attuale, sono quasi sei milioni i lavoratori e le lavoratrici dipendenti con un contratto collettivo di lavoro scaduto; il numero, peraltro, si è ridotto di parecchio in seguito ai diversi rinnovi posti in essere dalle federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl nelle ultime settimane. Grazie alla firma sui contratti dei chimici e dell’energia, oltre che su altri contratti, la platea in attesa si è ridotta rispetto ai 6,3 milioni di febbraio. Volendo quantificare, in attesa di rinnovo sono circa il 45% del totale dei lavoratori dipendenti, con una forte presenza di lavoratori di alcuni comparti del pubblico impiego. Guardando al solo settore privato, l’impatto maggiore, in termini di addetti, ma anche sotto il profilo dell’immaginario collettivo, è sicuramente quello che rimanda al contratto dei lavoratori metalmeccanici. La trattativa, come noto, si è incagliata sulla parte economica, con la controparte datoriale che non condivide le richiesta avanzate dalle federazioni di categoria. Forte attenzione pure verso i rinnovi di altri settori, dalle telecomunicazioni a carta e grafica, seppure per motivazioni diverse, legate alla transizione in atto, che vanno oltre la solo rivendicazione salariale.