Meloni negli Usa, una mission un po’ impossible

Le speranze sono flebili e come ha detto lo stesso presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla vigilia del suo incontro con il presidente Usa, Donald Trump, è una «fase complessa e in rapida evoluzione», che richiede appunto di «ragionare con lucidità, lavorare con concretezza, con pragmatismo». Secondo l’ultimo programma, nell’arco di 48 ore, Meloni incontrerà i vertici della Casa Bianca, prima il presidente Donald Trump e poi il vicepresidente J.D.Vance. Obiettivo: un’area comune “zero dazi” tra Usa e Ue.
Ma le parole di Trump, espresse sui social, lasciano spazio a poche interpretazioni: non solo «dalle tariffe incassi record», ma soprattutto il «no» a zero dazi su industria e automobili. Il viaggio, a questo punto, diventa più che altro una prova di coraggio, ma resta importante. Bruxelles, infatti, ci tiene a far sapere dei costanti colloqui telefonici tra von der Leyen e Meloni, «nell’ambito della trattativa tra l’Ue e l’amministrazione Trump sul dossier dazi».
In un videomessaggio all’Assemblea Generale del Consorzio per la Tutela del Grana Padano, Meloni ha rassicurato: «Abbiamo a cuore i produttori», «la nostra priorità è sempre stata quella di facilitare il loro accesso ai mercati, promuovere la qualità italiana e ridurre le barriere che ostacolano la nostra capacità di crescere». Per il ministro delle Imprese, Adolfo Urso: «La missione della premier serve per mettere sulla giusta strada un negoziato che deve fare la Commissione con l’amministrazione americana. Ovvio che è una missione difficile ma Giorgia è abituata alle sfide difficili».