L’importo può essere utilizzato per regolari contratti di lavoro o per l’acquisto di servizi
La prestazione universale in favore delle persone anziane con almeno 80 anni, Isee sociosanitario ordinario non superiore a 6mila euro e livello assistenziale gravissimo si compone di due quote. La prima componente è fissa e corrisponde all’indennità di accompagnamento prevista all’articolo 1 della legge 18/1980. La seconda componente è sotto forma di quota integrativa, che prende il nome di assegno di assistenza, pari ad un importo, al momento fissato in 850 euro mensili, nel limite delle risorse disponibili. Il pagamento di questa seconda componente è tramite procedura automatizzata della relativa piattaforma Inps. Un punto deve essere chiaro: la quota integrativa può essere utilizzata soltanto per remunerare il costo del lavoro di cura e assistenza svolto da un assistente familiare (badante) o per acquistare servizi di cura da imprese e professionisti qualificati. Il contratto di lavoro deve prevedere almeno 15 ore settimanali ed essere conforme ai contratti collettivi di settore. I servizi di cura non sono a carattere sanitario e infermieristico, ma possono riguardare servizi di cura e igiene della persona, di lavanderia, di confezionamento o distribuzione di pasti a domicilio, di cura e aiuto nella gestione della abitazione, di accompagnamento a visite, di svolgimento di piccole commissioni, di disbrigo di pratiche amministrative, di sostegno relazionale, di aiuto per il mantenimento di abilità pratiche, di sostegno psicologico e educativo, di telesoccorso e teleassistenza sociale. L’Inps chiarisce che le due modalità di spesa sono alternative, per cui non possono essere utilizzate contemporaneamente all’interno dello stesso mese. Il mancato utilizzo degli importi o il loro utilizzo difforme comporta la decadenza dal beneficio; sono previsti controlli in parte automatizzati, con cadenza trimestrale. È previsto l’inoltro della documentazione all’Inps, compresa copia delle busta paga, da parte del richiedente, anche per il tramite di un patronato. È previsto un recupero di quanto indebitamente percepito.