Il testo, approvato dal Consiglio dei ministri del 4 aprile, è stato duramente contestato dalle forze che animano l’opposizione

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto sicurezza. A dare la notizia sono state le agenzie di stampa, citando fonti interne al Quirinale. A distanza di sette giorni dal primo via libera – il testo era stato approvato in occasione del Consiglio dei ministri di venerdì 4 aprile -, arriva anche l’ok dal capo dello Stato. Sono diversi i provvedimenti previsti dal decreto, che vanno dal reato di «detenzione di materiale con finalità di terrorismo» alle tutele rafforzate per agenti e militari, fino alle misure per sostenere il lavoro dei detenuti. In sostanza, il dl sostituisce e supera il Ddl, attualmente all’esame del Senato, e ne ricalca i 38 articoli che lo compongono, recependo, al tempo stesso, i rilievi, sei, fatti dal Colle, tra cui la cancellazione del divieto di carcere per le madri con figli sotto l’anno di età, l’inclusione della resistenza passiva tra le condotte che integrano il nuovo reato di rivolta in carcere, lo stop alla vendita di Sim ai migranti privi di un titolo di soggiorno valido.
Seppure necessaria per rispettare le indicazioni del Quirinale, la decisione del governo di modificare il testo e passare da un disegno di legge a un decreto legge ha suscitato le rumorose proteste da parte delle forze di opposizione. Particolarmente dura la reazione del Movimento 5 stelle, affidata a una nota firmata dalle capogruppo del M5s nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia del Senato, Alessandra Maiorino e Ada Lopreiato: «Forse il governo ha allergie verso la democrazia, il Parlamento e i principi costituzionali, ma le istituzioni repubblicane e le forze politiche di opposizione non gli consentiranno alcun colpo di mano».