Primo atto del Semestre europeo; Pil reale in crescita moderata nel 2025
L’audizione dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl è stata fissata per il primo pomeriggio di mercoledì prossimo; il giorno dopo toccherà, fra gli altri, alle istituzioni, da Banca d’Italia al Cnel, passando per il Cnel. Entra quindi nel vivo la discussione intorno al Documento di finanza pubblica, il nuovo strumento che sostituisce il Documento di economia e finanza, in seguito alla riforma attuata con l’introduzione del Piano strutturale di bilancio di medio termine, il quale copre il quinquennio 2025-2029. Il Dfp è stato appena approvato dal Consiglio dei ministri. Come ha spiegato il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, il testo è costruito tenendo conto dell’elevato grado di incertezza che caratterizza il periodo nell’ottica dell’approccio prudenziale adottato dal governo già a settembre e poi con la legge di bilancio per l’anno in corso. Secondo le stime dell’esecutivo, il prodotto interno lordo reale dovrebbe crescere nel 2025 dello 0,6%, mentre nei due anni successivi la crescita dovrebbe essere un poco più sostenuta, ma sempre sotto l’1%. Fra gli aspetti positivi, la contrazione del deficit già partita nel 2024 e confermata pure per i prossimi anni, anche per effetto del minore impatto derivante dalla fruizione dei crediti di imposta legati al Superbonus. In calo pure la spesa netta, uno degli aspetti maggiormente attenzionata all’interno del Piano strutturale di bilancio.