di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale
Come dimostrano la missione di giovedì prossimo del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e quella odierna del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al Business Forum Italia-India a Nuova Delhi, la risposta all’effetto dirompente sui mercati – e non solo – provocato dalla politica economica Usa targata Trump, con l’applicazione dei dazi, può essere soltanto il rilancio delle politiche per il commercio estero, con nuove sinergie e accordi, facendo leva sui nostri prodotti di altissima qualità e a grande valore aggiunto, ai quali non si può facilmente rinunciare. L’export italiano si può difendere, più di quello americano, con la diplomazia. Giusto aprire strade per nuovi mercati per riconsiderare e riorganizzare il posizionamento dell’Italia sui mercati stessi, perché, al di là degli Usa, partner importantissimo e ancora imprescindibile per l’Italia e per l’Ue, esistono mercati più grandi interessanti e interessati alle produzioni italiane. Il cambiamento non può avvenire velocemente, ma l’Italia si sta muovendo con grande accuratezza nel trovare spazi nei nuovi mercati e nel siglare sinergie e accordi.
Come UGL, cioè in qualità di organizzazione sindacale interessata a rinforzare la vitalità e la qualità crescente del mercato del lavoro, che continua a registrare record su record, intendiamo contribuire alla costruzione di un argine solido intorno a settori strategici come il manifatturiero, l’agroalimentare e la meccanica e ai relativi perimetri occupazionali, chiedendo all’Unione Europea di intervenire con determinazione per proteggere le imprese e i lavoratori, con l’avvio di un negoziato che, allo stesso modo e per le stesse ragioni, abbiamo chiesto, attraverso una missiva, al presidente del Consiglio con il solo e unico fine di evitare ripercussioni negative sulle economie coinvolte.
È chiaro che, in questo momento, l’aspetto più delicato da considerare è l’impatto che la politica dei dazi americana rischia di avere sulla crescita della nostra economia e di quella europea. Bene ha fatto, quindi, il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, con il Dfp appena approvato dal Consiglio dei ministri, a correggere al ribasso le previsioni, perché ha necessariamente dovuto tenere conto dell’elevato grado di incertezza che caratterizza l’attuale periodo. Anche in occasione dell’audizione sullo stesso Dpf dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, fissata per il primo pomeriggio di mercoledì prossimo, l’UGL saprà dare il suo fattivo contributo sempre nell’ottica di un’organizzazione sindacale capace di contribuire alle soluzioni e all’attraversamento, che sia il meno traumatico possibile, della nostra Nazione di tornanti molto complessi della storia che il mondo intero è chiamato ad affrontare e a superare.