Tregua di 90 giorni per la politica dei dazi
Dobbiamo «essere flessibili», ha affermato il presidente degli Usa, Donald Trump, spiegando la decisione di sospendere gli aumenti tariffari per 90 giorni, portandoli così al 10% per tutti i Paesi del mondo, ad eccezione della Cina, che sarà penalizzata fino al 125%. Possiamo tirare finalmente un sospiro di sollievo? In parte sì. O almeno così stanno facendo i mercati oggi: apertura molto positiva per Piazza Affari in avvio di seduta. L’indice Ftse Mib è salito del 6,2% a 34.754 punti. Anche in Europa si sono scatenati gli acquisti: in primo piano Francoforte, ha mostrato un forte aumento del 5,83%, così anche Londra con un importante progresso del 4,52%, e Parigi con un forte incremento del 5,69%. A Wall Street, l’indice Dow è salito, ieri, di quasi l’8% e il Nasdaq del 12,2% la sua migliore giornata in 24 anni. Ma, si sa, in Borsa la speculazione è il sale della vita.
I veri problemi sono in quella che un tempo veniva definita economia reale. Preoccupa ed è anche il frutto dell’incertezza, la produzione industriale italiana tornata in netto calo a febbraio, con un calo diffuso ai principali raggruppamenti di industrie ad esclusione dell’energia, dopo il rimbalzo congiunturale messo a segno a gennaio.
L’incertezza è tutt’altro che sparita, anzi. Il timore che si debba continuare a navigare a vista non si dirada, anzi si rafforza, e questo non è un bene per le imprese. Cosa ha portato Trump a tornare sui propri passi? Tra le tante ipotesi, si dice, le vibranti proteste provenienti anche dal suo entourage, come quelle di Elon Musk. Non sono pochi a sostenere che l’Ue ora deve dimostrare di saper approfittare del momento e portare avanti la sua strategia. Purché sia efficace.