Nuovi colloqui a Istanbul tra delegazioni Usa e Russia
L’accusa dell’Ucraina rivolta a Pechino riguardo la presenza di militari cinesi impegnati nella guerra al fianco delle truppe russe – Volodymyr Zelensky ha parlato nelle scorse ore di decine di uomini coinvolti, almeno 155 – viene respinta tanto dalla Cina quanto dalla Russia. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha infatti esortato «le parti interessate a essere sobrie sul ruolo della Cina» nell’ambito del conflitto in Ucraina. Quanto alla versione che proviene da Mosca, il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha sottolineato che Zelensky «sbaglia» quando sostiene di una volontà russa di trascinare Pechino nella guerra e per quanto la Cina sia «un partner strategico», sulla crisi ucraina mantiene dalla sua una «posizione molto, molto equilibrata». Mentre a Bruxelles si riuniscono i ministri della Difesa dei paesi della coalizione dei “volenterosi”, prosegue anche la fase di ripresa del dialogo tra Stati Uniti e Russia, in parte confermata anche dallo scambio di prigionieri avvenuto questa mattina ad Abu Dhabi e riferito dapprima da diversi media internazionali, tra cui il Wall Street Journal. La Russia ha infatti rilasciato Ksenia Karelina, una donna con doppia cittadinanza, mentre gli Usa hanno liberato Arthur Petrov, cittadino russo e tedesco, arrestato nel 2023 a Cipro su richiesta statunitense. Oggi a Istanbul nuovi colloqui tra le delegazioni di Washington e Mosca circa la riassegnazione del personale alle rispettive sedi diplomatiche.