Colloquio telefonico con il premier cinese Li Qiang

Un maggiore contributo da parte della Cina per il raggiungimento della pace in Ucraina. È quanto ha chiesto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un colloquio telefonico con il premier cinese, Li Qiang. Come sottolineato in una nota diffusa da Bruxelles, von der Leyen «ha ribadito il fermo sostegno dell’UE a una pace giusta e duratura in Ucraina, sottolineando che qualsiasi condizione per la pace deve essere determinata dall’Ucraina» e «ha invitato la Cina a intensificare i suoi sforzi per contribuire in modo significativo al processo di pace». Un impegno, quello diplomatico da parte della comunità internazionale, che procede nonostante le crescenti aspirazioni di riarmo (circostanza che sta riguardando, appunto, anche l’Europa) e la guerra tra le forze di Kiev e di Mosca che non si arresta. Secondo il ministero della Difesa russo, nelle ultime 24 ore, gli ucraini avrebbero attaccato in due occasioni strutture energetiche, in violazione – l’accusa – dell’accordo di recente promosso dagli Stati Uniti. Nel frattempo il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha confermato che truppe di Kiev sono presenti nella regione russa di Belgorod. Interpellato sulla possibilità di ripristinare il Trattato sulle armi strategiche offensive, il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha sostenuto che prima va raggiunto con gli Stati Uniti «un certo livello di fiducia reciproca», pur riconoscendo che le parti stanno «compiendo notevoli sforzi per normalizzare le relazioni bilaterali». Sul tema è intervenuto su Telegram anche Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo. «Sempre più paesi nel mondo acquisiranno armi nucleari perché l’Occidente ha spinto il mondo sull’orlo della Terza Guerra Mondiale», la sua posizione al riguardo.