Intanto prosegue il confronto fra Ministero del lavoro e sindacati confederali

Primi dati sull’andamento degli infortuni sui luoghi di lavoro. L’Inail ha appena ufficializzato i numeri relativi al primo bimestre dell’anno, numeri che vanno letti con estrema attenzione al fine di individuare le iniziative da mettere in campo per ridurre l’impatto sociale del fenomeno infortunistico. L’aspetto fortemente negativo è sicuramente l’aumento dei morti sul lavoro che si è registrato fra gennaio e febbraio: in totale sono 97 accadimenti, contro i 91 dello stesso periodo dello scorso anno, con un incremento del 6,6%. Aumento più consistente, pari al 33,3%, per gli infortuni mortali in itinere che hanno causato la perdita di 36 vite. È opportuno ricordare che, spesso, anche gli infortuni in itinere sono correlati all’attività lavorativa, in particolare allo stress che essa può causare. In calo, invece, le denunce di infortunio; sono state 61.641, con una riduzione del 5,2%. Scendono pure gli infortuni in itinere: poco più di 12mila denunce, con una decremento del 2,1%. I dati dell’Inail giungono all’indomani del doppio appuntamento che il Ministero del lavoro e l’Ispettorato nazionale del lavoro hanno avuto con i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e delle associazioni datoriali. I due incontri ufficiali hanno permesso di fare il punto sulle attività ispettiva sul territorio e nelle imprese e effettuare un primo monitoraggio sull’andamento della patente a crediti.