Vendite su tutti i listini Ue. Unimpresa stima fatturato imprese in calo di 5-8 miliardi

Altra giornata da dimenticare per i mercati finanziari europei, travolti da un’ondata di vendite alimentata dall’inasprimento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, tar cui la minaccia di nuovi dazi incrociati e l’assenza di prospettive per un accordo. Intorno a metà seduta. l’indice europeo STOXX 600 lasciava sul terreno il 5,8%, segnando la peggiore performance dal marzo 2020. Francoforte riportava un crollo del 5,7%, mentre il CAC 40 di Parigi del 5,6%. Male anche Londra, con un -4,5%. Tra le peggiori in assoluto Piazza Affari, dove il FTSE MIB viaggiava a -6,2%. A Milano, a pagare il prezzo più alto sono stati i titoli bancari e industriali, i più sensibili al peggioramento dello scenario macroeconomico globale. Al giro di boa Unicredit perdeva circa il 7%, penalizzata dalla sua forte esposizione ai mercati internazionali, mentre Intesa Sanpaolo stava sotto il -6,8%. Male anche Banco BPM (-7%) e BPER Banca (-6,7%). Tra gli industriali, Leonardo ha segnato un calo di oltre nove punti, mentre Stellantis ha lasciato sul campo il 5%, zavorrata dai timori di nuovi dazi sull’export di auto verso gli Stati Uniti. Pesanti ribassi anche per gli energetici, sulla scia del calo delle quotazioni di petrolio e gas: Eni (-6,7%) e Saipem (oltre il -6%). Per quanto riguarda l’impatto sul tessuto produttivo italiano, secondo Unimpresa le aziende italiane che esportano verso gli Stati Uniti potrebbero registrare una perdita di fatturato di circa 5-8 miliardi di euro. Stando alle stime, l’agroalimentare potrebbe arrivare a perdere fino a 600 milioni, la moda e il lusso fino a 1,2 miliardi, mentre la manifattura una cifra compresa tra i 500 milioni e il miliardo e mezzo.