Benjamin Netanyahu ricevuto oggi da Orban
La visita in Ungheria di Benjamin Netanyahu si traduce anche con la decisione di Budapest, annunciata oggi, di uscire dalla Corte penale internazionale. Il premier israeliano, infatti, si è recato in Ungheria nonostante il mandato di arresto della CPI, che lo accusa di crimini di guerra nella Striscia di Gaza. Dapprima è stato il capo dello staff del primo ministro ungherese Viktor Orbán, Gergely Gulyas, a rendere noto su Facebook che «il governo avvierà la procedura di ritiro oggi, in conformità con il quadro giuridico costituzionale e internazionale». Al riguardo, in conferenza stampa, Netanyahu ha definito quella ungherese una «decisione coraggiosa e di principio» in quanto ritiene «importante opporsi a questa organizzazione corrotta». Prima di lui si era espresso a favore della mossa di Budapest anche il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, su X. «La cosiddetta Corte penale internazionale – ha scritto – ha perso la sua autorità morale dopo aver calpestato i principi fondamentali del diritto internazionale nell’entusiasmo di danneggiare il diritto di Israele all’autodifesa». Un portavoce della CPI ha tuttavia sostenuto che l’Ungheria «resta tenuta a cooperare» con la Corte. Mentre a Gaza sono ripresi i combattimenti già da alcuni giorni (ancora oggi le cronache riferiscono di diverse vittime), Sa’ar ha avuto un incontro a Parigi con l’omologo francese, Jean-Noel Barrot. Nell’occasione, il ministro israeliano ha sottolineato che le ostilità potrebbero finire anche «domani» se Hamas liberasse i prigionieri e abbandonasse la Striscia di Gaza.