Il ruolo di Borsa Italiana in bilico in Euronext. Il leader di Forza Italia si oppone al progetto di creare una piattaforma unificata degli Etf

Borsa Italiana, ultima frontiera. «Come segretario di Forza Italia sono pronto a proporre a Giorgetti l’applicazione della norma sul golden power in Euronext», «l’Italia non può avere aziende proprie quotate ad Amsterdam e Parigi. Borsa Spa non può essere solo formalmente la piazza finanziaria del Paese e poi essere svuotata di fatto perché le imprese e gli Etf emigrano in altre piazze europee». Così un europeista super convinto come il leader di Forza Italia, Antonio Tajani. Facciamo un passo indietro: nel 2021 il Gruppo Borsa Italiana è entrato a far parte di Euronext, contribuendo a dare vita alla principale infrastruttura di mercato paneuropea, che collega le economie locali ai mercati dei capitali globali. Euronext è un gruppo paneuropeo, creato nel 2000 con sede a Parigi, che, prima dell’ingresso di Borsa Italiana, riuniva le Borse valori di Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Lisbona e il Liffe di Londra. Nel 2007 si è fuso con la Borsa valori di New York, dando origine al NYSE Euronext, uno dei mercati finanziari più grandi al mondo. È intenzione di Euronext creare una piattaforma unificata per gli Etf (Exchange Traded Funds, fondi a basse commissioni di gestione negoziati in Borsa come le normali azioni) e dare vita ad una nuova infrastruttura che consentirebbe agli investitori di operare con un unico codice Isin e, allo stesso tempo, ridurre la frammentazione del mercato europeo degli Etf, causa del loro volume di scambi in Europa nettamente inferiore rispetto a quello statunitense. Euronext, con il piano strategico “Innovate for Growth 2027“, vorrebbe superare questa frammentazione con una soluzione integrata a livello europeo per la quotazione, il trading e il post-trading degli Etf. Oltre a questo, la piattaforma unificata ridurrebbe molte voci di costo a un’unica tariffa, visto che attualmente si devono pagare tariffe di quotazione separate per ogni Paese e autorità di regolamentazione coinvolta. Tajani la vede diversamente. «L’obiettivo minimo è che Milano diventi il mercato di riferimento per gli Etf», essendo già da sola la prima piazza per importanza dentro al gruppo Euronext in questo senso. Per questo, «deve diventare il listino di riferimento del gruppo per le quotazioni delle Pmi fino a 1 o 2 miliardi di euro». Tajani vuole, inoltre, «coinvolgere Borsa sul tema molto attuale dell’export, considerato il problema dei dazi Usa, per cercare una strategia alternativa che permetta al mercato di trovare altri Paesi si sbocco rispetto agli Stati Uniti».