Ma prosegue il dialogo con gli Stati Uniti

Dopo aver tuonato nel weekend, il presidente statunitense, Donald Trump, è tornato a ribadire come lui si aspetti che Vladimir Putin faccia «la sua parte» per giungere alla fine delle ostilità in Ucraina. «Penso che sarà all’altezza di ciò che mi ha detto e penso che ora rispetterà la sua parte dell’accordo», ha detto Trump durante un incontro con i giornalisti alla Casa Bianca. Mosca, però, continua a suggerire cautela. «Le questioni di cui stiamo discutendo in relazione alla situazione in Ucraina sono molto complesse e richiedono molti sforzi aggiuntivi», ha infatti dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ripreso dalle agenzie russe. L’ipotesi che gli Stati Uniti impongano dazi secondari sul petrolio russo, così come paventato dallo stesso Trump in caso di difficoltà nei negoziati, non arresta il dialogo ripreso tra Washington e Mosca, secondo la visione del Cremlino. Quanto alla parte ucraina, il ministro degli Esteri, Andrij Sybiha, il quale oggi ha accolto a Kiev l’omologo lituano Kestutis Budrys, ha parlato dell’accordo sulle terre rare, sottolineando che «lavoreremo con i nostri colleghi americani per raggiungere un testo reciprocamente accettabile». Anche su questo fronte, Trump aveva minacciato possibili conseguenze. Sybiha ha poi riferito di oltre 40 mila persone rimaste senza elettricità a Kherson dopo un attacco russo, nonostante il patto di non attaccare le infrastrutture energetiche. Oggi a Kiev è stata in visita anche la ministra tedesca degli Esteri, Annalena Baerbock, secondo la quale «è Putin a prendere tempo, non vuole la pace e continua con la sua guerra illegale di aggressione».