Dazi, Ue: «Abbiamo un piano per reagire»
Abbiamo «un piano per reagire se necessario», ha affermato oggi con grande fermezza la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, intervenendo alla plenaria di Strasburgo del Parlamento Ue per il dibattito sulle conclusioni del Consiglio europeo del 20 marzo 2025, alla vigilia della fatidica data del 2 aprile. Che succede il 2 aprile, cioè domani? Entrano in vigore i nuovi dazi americani del 25% sulle auto importate negli Usa e prodotte all’estero, fatto ormai risaputo, del quale però non si conoscono ancora gli importantissimi dettagli.
«Finora l’Amministrazione statunitense ha annunciato un aumento del 25% delle tariffe sulle importazioni di acciaio, alluminio, automobili e parti di automobili. I prossimi settori interessati dalle tariffe saranno i semiconduttori, i prodotti farmaceutici e il legname. E domani ci aspettiamo un altro annuncio, con le cosiddette tariffe “reciproche” che si applicheranno immediatamente a quasi tutte le merci e a molti Paesi del mondo». Secondo von der Leyen, però, «l’Europa ha molte carte» con cui rispondere ai nuovi dazi Usa: dal commercio alla tecnologia, passando per la dimensione del mercato unico e la diversificazione delle relazioni commerciali con Paesi terzi, volendo sottolineare con tali parole, che la Ue non sta a guardare o, meglio, a subire, annunciando che Bruxelles ha preparato «un piano solido» con «contromisure ferme» per contrastare i dazi globali che domani saranno imposti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Insomma, da una parte l’Ue mostra i muscoli e, dall’altra, rende noto che l’obiettivo principale è trovare «una soluzione negoziata». Chissà come tali parole impatteranno sulle scelte della Casa Bianca.