I dazi si avvicinano, Borse in negativo. «Inizieremo con tutti i Paesi e vedremo cosa succede», ha detto Trump ai giornalisti

Il grande giorno è il 2 aprile, cioè quando entreranno in vigore i nuovi dazi americani del 25% sulle auto importate negli Usa e prodotte all’estero, e anche su una serie di componenti. Giorno della verità perché ad oggi l’interrogativo è se verranno applicati a tutta l’Ue nel suo insieme o se ci sarà una differenziazione tra Paese e Paese. Fatto sta che il mondo economico e finanziario è in fibrillazione, le Borse europee da stamattina, infatti, si sono presentate subito in rosso. Non è andata meglio dopo, a metà giornata hanno accelerato al ribasso: Francoforte ha ceduto l’1,90%, mentre Londra ha perso l’1,25%, male anche Parigi che ha ceduto l’1,81%. In media, a metà giornata hanno ampliato le perdite cedendo oltre il 2%, in attesa dei nuovi dazi degli Stati Uniti, mentre l’oro, bene rifugio per eccellenza, ha segnato l’ennesimo record. Il presidente americano Donald Trump ha precisato che le tariffe doganali riguarderanno «tutti i Paesi», non solo quelli con i maggiori squilibri commerciali con gli Stati Uniti. «Inizieremo con tutti i Paesi e vedremo cosa succede», ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One. Quindi le preoccupazioni, addirittura, si ampliano. Tutto ciò non fa ben sperare in prospettiva e, quindi, preoccupa anche l’andamento dell’inflazione. Proprio oggi sono arrivati i dati Istat, secondo i quali l’inflazione acquisita per il 2025 sale a +1,4% per l’indice generale e a +0,9% per la componente di fondo. Non solo, in base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) valido per i Paesi dell’Ue, registra una variazione pari a +1,6% su mese, per la fine dei saldi stagionali di cui il NIC non tiene conto, e di +2,1% su base annua (da +1,7% registrato nel mese precedente).