Tasso di fecondità sceso al minimo storico
Nel 2024, secondo le ultime rilevazioni dell’Istat, la popolazione residente in Italia sui è attestata a quota 58,9 milioni, registrando una diminuzione di 37mila unità rispetto all’anno precedente (-0,6‰). Il calo demografico, iniziato ormai da un decennio, ricorda l’Istituto nazionale di statistica, si è confermato soprattutto nel Mezzogiorno (-3,8‰), mentre il Nord ha fatto registrare una lieve crescita (+1,6‰). Le nascite hanno toccato un nuovo minimo storico: solo 370.000 in un anno, con un tasso di fecondità sceso a 1,18 figli per donna, il livello più basso mai rilevato. I decessi, pari a 651.000, sono diminuiti del 3,1% rispetto al 2023, riportandosi su valori simili a quelli pre-pandemici. Tuttavia, il saldo naturale della popolazione – il risultato della differenza tra nascite e decessi – è rimasto fortemente negativo, con una perdita di 281.000 unità. Sul fronte migratorio, l’Italia ha registrato 435.000 ingressi dall’estero, a fronte di 191.000 espatri, in forte crescita soprattutto tra i cittadini italiani. Il saldo migratorio netto, pari a +244.000, ha in parte attenuato il declino naturale della popolazione. La presenza straniera ha continuato ad aumentare: al 1° gennaio 2025 gli stranieri residenti hanno raggiunto i 5,4 milioni (+3,2%). Contestualmente, le acquisizioni di cittadinanza italiana hanno segnato un nuovo record, arrivando a 217.000. Infine, evidenza ancora l’analisi dell’Istat, la speranza di vita alla nascita è salita a 83,4 anni, mentre la dimensione media delle famiglie italiane ha continuato a ridursi, attestandosi a 2,2 componenti per nucleo.