Lo rende noto l’Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea, aggiungendo che Lettonia, Estonia e Lituania hanno i livelli di spesa più elevati

Complice il nuovo corso dell’amministrazione statunitense – il presidente degli States, Donald Trump, è intenzionato a innescare un graduale disimpegno delle forze armate americane in Europa – e i timori di una possibile, futura aggressione russa, la spesa per la difesa è diventata uno dei principali dossier comunitari. A quanto ammontano le risorse annue destinate alla difesa? A questa domanda ha risposto oggi l’Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea, diffondendo i dati relativi al 2023, quando la spesa pubblica per la difesa dei paesi dell’Ue ha raggiunto i 227 miliardi di euro, pari al 2,7% della spesa pubblica totale. Ciò, specifica l’Eurostat, equivale all’1,3% del Pil, il Prodotto interno lordo. Analizzando i dati, emerge che, a livello Ue, la quota della spesa per la difesa sulla spesa totale è diminuita, passando dal 3,0% nel 1995 al 2,7% nel 2023. «Tuttavia, rispetto al 2021 e al 2022, questa quota è aumentata dal 2,4% della spesa totale nel 2021 al 2,5% della spesa totale nel 2022 e al 2,7% della spesa totale nel 2023», aggiunge l’Eurostat, sottolineando che, nel 2023, «i livelli più elevati di spesa totale per la difesa tra i paesi dell’UE sono stati osservati in Lettonia (3,1% del Pil), Estonia (2,7%), Lituania (2,5%), Grecia (2,2%), Polonia (2,1%), Cipro e Ungheria (entrambi l’1,9% del Prodotto interno lordo), in Francia, Danimarca e Svezia (ciascuno l’1,8% del PIL)». Al contrario, Irlanda (0,2% del PIL), Malta (0,4%), Lussemburgo e Austria (entrambi 0,6% del PIL) hanno avuto una spesa pubblica per la difesa relativamente bassa nell’Ue.