E alla fine, i dazi Usa sono arrivati. Zoppas (Ice): «Pericolosi, attenti a non innescare guerra commerciale»
Inutile nasconderlo o minimizzare, con la conferma dei dazi del 25% sulle auto e sui camion leggeri importati negli Stati Uniti, che partiranno dal 2 aprile, Trump ha sferrato un duro colpo all’automotive globale e alla Ue. Quello che bisogna anche capire è se il vertice cosiddetto “dei volenterosi” per l’Ucraina, in corso oggi a Parigi all’Eliseo con Zelensky, Meloni, Scholz e Starmer, sarà più di intralcio che di aiuto al presidente Usa, Donald Trump, impegnato, come tutti sappiamo, in un complesso processo di pace tra Russia e Ucraina. Il sospetto che sia d’intralcio è fondato vista la reazione di Mosca. Il nesso c’è perché il “padrone di casa”, Emmanuel Macron, prima del vertice all’Eliseo ha chiamato Washington, anche perché – non dimentichiamolo – Usa e Russia stanno trattando tra loro appunto sui dazi. Per adesso, la conferma di Trump ha scosso i mercati azionari: il dollaro si è attestato vicino al massimo delle ultime tre settimane, le Borse asiatiche sono scivolate (meno quelle cinesi) e i future a Wall Street hanno oscillato, mentre quelli in Europa sono scesi. I titoli di General Motor sono crollati del 7%, Ford quasi del 5% e Tesla sono arretrati, ma solo dell’1,4%. Riguardo alla Cina, Trump ha affermato che potrebbe concedere a Pechino una riduzione delle tariffe doganali per raggiungere un accordo sulla vendita di TikTok, ma nel frattempo, la Cina ha intentato una causa contro gli Stati Uniti presso il meccanismo di risoluzione delle controversie dell’Organizzazione mondiale del commercio. Quanto all’Ue, «i contatti» con l’amministrazione Trump «proseguono e speriamo certamente che portino al tipo di risultato di cui parliamo» ovvero una soluzione negoziata, «piuttosto che ad altri» che equivarrebbero a un muro tariffario senza precedenti. Potrebbe essere utile promettere grandi forniture di uova, visto quanto sono arrivate a costare a New York (+60%)?
Ue, «Pronti con risposta proporzionata, ben calibrata e tempestiva»
Lo afferma un portavoce della Commissione europea, aggiungendo: «La nostra priorità è trovare una soluzione negoziata che funzioni per entrambe le parti e rafforzi la nostra relazione, che è, senza paragoni, la più forte al mondo»