Zelensky: «Attacchi segnale che Russia non vuole la pace»
Mosca si dice soddisfatta del dialogo con gli Stati Uniti sul conflitto in Ucraina. «Siamo soddisfatti del modo pragmatico e costruttivo in cui si sta svolgendo questo dialogo che sta anche producendo risultati», è la posizione espressa dal portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. I contatti degli ultimi giorni in Arabia Saudita tra le rispettive delegazioni hanno prodotto da parte degli Stati Uniti accordi separati con Ucraina e Russia, differenziati in alcuni passaggi. Ad ogni modo si prevede ora uno stop agli attacchi nel Mar Nero, così da assicurare un passaggio sicuro alle iniziative commerciali. «Penso che la Russia voglia vedere la fine di questa storia, ma potrebbe essere che stia tergiversando», ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, intervistato da Newsmax. «L’ho fatto nel corso degli anni, sapete: non voglio firmare un contratto, voglio rimanere in gioco, ma forse non voglio farlo. Non ne sono sicuro. Ma no, penso che la Russia vorrebbe che finisse, e penso che il presidente ucraino Zelensky vorrebbe che finisse a questo punto», ha quindi aggiunto. Intanto, Volodymyr Zelensky, critica la Russia per il massiccio attacco con droni avvenuto nella notte. «Lanciare attacchi su larga scala dopo i negoziati per il cessate il fuoco – ha scritto il presidente ucraino sui social – è un chiaro segnale al mondo intero che Mosca non perseguirà una vera pace». Domani è in programma a Parigi la riunione dei cosiddetti «volenterosi», a cui prenderà parte anche il segretario della Nato, Mark Rutte.