Agricoltura, silvicoltura e pesca occupano, nel complesso, 829mila addetti, con una buona presenza femminile. Gli infortuni sul lavoro sono mediamente 20mila, in calo dopo i picchi raggiunti prima del Covid-19
Nell’agricoltura, nel 2023, sono attive 1.133.006 imprese (di queste oltre un milione sono individuali o familiari, 50mila società di persone, 11mila società di capitali, 3mila società cooperative, il resto sono enti), che hanno generato un valore di 71,9 miliardi di euro, intercettando circa il 15% del Prodotto interno lordo. Per produzione lorda vendibile, l’Italia è al terzo posto nell’Unione Europea (la cui Plv nel 2023 è stata di 537,1 miliardi di euro, rimanendo sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente), mentre se consideriamo il valore aggiunto, la Francia ha mantenuto il primato con 39,2 miliardi, rappresentando il 17,4% del valore aggiunto dell’Ue (225,6 miliardi di euro con un +2,1% rispetto al 2022), ma ha visto ridursi la distanza dall’Italia (38,2 miliardi di euro, pari al 16,9% dell’Ue). La Spagna, con 33,2 miliardi (il 14,7% dell’Ue), ha superato la Germania che si è fermata a 31,1 miliardi (il 13,8% dell’Ue). In agricoltura, silvicoltura e pesca sono occupati 829mila addetti (terzo quadrimestre 2024), in calo di circa 20mila unità rispetto alla media del 2023 (848mila). Gli uomini sono 612mila (356mila dipendenti, 256mila autonomi), con circa 218mila donne (130mila dipendenti, 88mila indipendenti). Nel 2019, l’Inail ha definito poco meno di 26mila infortuni nel settore primario; nel 2023, le denunce accolte dall’Istituto sono state 19.826, in calo del 31% nel quinquennio. Il dato 2023 è quello più basso, anche rispetto al 2020, anno con l’effetto del Covid-19.