La Germania “libera” il debito per difesa e infrastrutture. L’austerità è finita. Salvini: «Ora che si può sforare debito lo faremo anche noi»

Una svolta storica o, meglio, «epocale»: l’austerità potrebbe non esistere più, ma solo in Germania. Per adesso. Si potrà fare debito e la difesa è “l’alibi perfetto” per cancellare la regola del debito che, dal 2009, tiene sotto scacco l’intera Europa. Una promessa, oggetto di dibattito durante il governo Scholz (contrario in merito), mantenuta dal nuovo cancelliere, Friedrich Merz, e votata dalla Camera bassa del Parlamento, il Bundestag, con 513 voti a favore, 207 contrari, superando la maggioranza dei due terzi, pari a 489 voti, necessari per modificare la Costituzione. Ciò è stato possibile grazie all’intesa tra Cdu/Csu, Spd e Verdi. Manca, però, ancora un passaggio: l’approvazione venerdì del Bundesrat, che rappresenta i 16 Stati federali della Germania, dove serve sempre la maggioranza dei due terzi. Il via libera del Bundestag è arrivato prima della formazione del nuovo parlamento, in programma per la prossima settimana, ed è stato importante “garantire” la modifica costituzionale, in quanto i partiti di opposizione avrebbero potuto ribaltare la decisione. Forti critiche al pacchetto, infatti, provengono da AfD e dal Free Democratic Party (Fdp), liberale. Il sostegno dei Verdi, inizialmente contrari, è arrivato grazie alla promessa di 100 miliardi che confluiranno nel fondo per il clima già esistente, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2045. La riforma sblocca centinaia di miliardi di euro per difesa e infrastrutture (500 miliardi in 12 anni) e, se da un lato, la possibilità di investire a debito dovrebbe rilanciare l’economia tedesca, dall’altro, però, non è operazione priva di rischi. Perché? Perché la volatilità potrebbe persistere nel mercato obbligazionario tedesco a causa delle preoccupazioni dei mercati stessi per l’aumento inevitabile del deficit e, quindi, del debito per finanziarlo. Secondo alcuni esperti, le riforme della burocrazia, delle pensioni e dell’energia e la necessità di affrontare la grave carenza di forza lavoro del Paese sono provvedimenti altrettanto, disperatamente, necessari.