Bagarre in Aula, dopo che il premier ha citato alcuni passaggi del “Manifesto di Ventotene”, scatendando le proteste dell’opposizione

Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuto alla Camera – 24 ore fa, era toccato al Senato -, alla vigilia del Consiglio europeo, che, come sottolineato ieri dal premier, cade in un momento storico delicato, «decisivo per il destino dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente». I temi affrontati sono stati diversi e non sono mancati momenti di tensione tra i banchi dell’Aula, con le forze di opposizione che hanno protestato vivacemente, costringendo il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, a sospendere la seduta. A suscitare tanta animosità, la decisione del presidente del Consiglio di citare alcuni passaggi del “Manifesto di Ventotene” di Altiero Spinelli e di Ernesto Rossi – «La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista», «La proprietà privata deve essere abolita, limitata, corretta, estesa caso per caso», sono due tra le diverse citazioni -: «Non so se questa è la vostra Europa ma certamente non è la mia», ha detto il premier. Che non si è negato la possibilità di lanciare una frecciatina al Movimento 5 stelle – «Mi aspettavo proposte, ho ascoltato improperi e insulti», ma «non ho tempo per la vostra lotta nel fango» – e alla segretaria del Partito democratico, alla quale ha chiesto: «Quando dice che Trump non sarà mai niente di simile a un alleato che vuol dire che dobbiamo uscire dalla Nato, dal G7 che non dobbiamo avere rapporti bilaterali? Io penso che i paesi alleati non cambino in base a chi vince le elezioni».