Possibile che parte delle risorse venga dirottata sul Fondo nuove competenze
Tempo di consuntivi per il Piano nazionale di ripresa e resilienza, in vista di quello che si annuncia come il rush finale verso le scadenze del 2026. L’attenzione di Cgil, Cisl, Uil e Ugl è chiaramente a tutto campo, in quanto le diverse missioni del Pnrr hanno un forte impatto sulla popolazione residente. Su un punto, però, l’attenzione, se possibile, è ancora maggiore, in quanto richiama direttamente il mondo del lavoro. Il governo, anche dopo il confronto con le parti sociali, a suo tempo decise di investire in maniera importante sulle politiche attive, potenziando il programma Gol, garanzia occupabilità dei lavoratori, già avviato dai precedenti esecutivi. L’attuale stato di avanzamento della spesa è quantificabile intorno al 10% dei 3,2 miliardi di euro stanziati, ancora pochi rispetto agli obiettivi indicati. Considerando anche le altre risorse disponibili si arriva a 5,4 miliardi di euro, per cui il ministro Tommaso Foti, venendo incontro anche alle richieste avanzate dai sindacati e dagli stessi governatori di diverse regioni, sarebbe intenzionato a proporre uno spostamento di risorse verso il sistema della formazione professionale, il Fondo nuove competenze e gli istituti tecnologici superiori – Academy. Tornando a Gol, gli obiettivi indicati per la fine del 2025, nel loro complesso, sono raggiunti al 65%, con 1,9 milioni di partecipanti ad un’azione di politica attiva.