Sulla guerra commerciale con gli Usa: «No a dazi contro dazi»
Ci troviamo «in un momento estremamente complesso per le vicende globali, e allo stesso tempo decisivo per il destino dell’Italia, dell’Europa dell’Occidente». Lo ha voluto sottolineare il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo in Senato per le comunicazioni alla vigilia del Consiglio europeo, durante le quali ha affrontato diversi temi, dai dazi, al Medio Oriente – «Seguiamo con grande preoccupazione la ripresa dei combattimenti a Gaza, che mette a repentaglio gli obiettivi ai quali tutti lavoriamo, il rilascio di tutti gli ostaggi e una fine permanente delle ostilità» -, all’Ucraina – «Riteniamo che l’invio di truppe europee, proposto in prima battuta da Regno Unito e Francia sia un’opzione molto complessa, rischiosa e poco efficace» -, al piano di riarmo lanciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il quale, ha ammonito Meloni, non dovrà essere finanziato con soldi provenienti dai Fondi di coesione. «Ritengo che ReArm europe sia un nome fuorviante per i cittadini perché siamo chiamati a rafforzare le nostre capacità difensive ma oggi questo non significa acquistare banalmente armamenti», ha osservato il premier, ricordando che la difesa passa anche attraverso «l’operatività, servizi essenziali, infrastrutture energetiche, catene di approvvigionamento: tutte cose che non si fanno semplicemente con le armi». Capitolo dazi: «Sono convinta che si debba continuare a lavorare con concretezza e pragmatismo, per trovare un possibile terreno d’intesa e scongiurare una guerra commerciale che non avvantaggerebbe nessuno, né Stati Uniti né Europa», ha detto il presidente del Consiglio.