Al centro degli interventi la situazione in Ucraina. Bagnai (Lega): «No al taglio della sanità per comprare armi»
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sarà domani pomeriggio al Senato e mercoledì mattina alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 marzo. Una vigilia impegnativa alla luce dei recenti sviluppi nello scacchiere internazionale – dal piano ReArm Europe al tema della difesa – e dalle diverse sensibilità sul dossier all’interno della stessa maggioranza, per cui servirà una sintesi delle posizioni sul tavolo. Il punto di partenza, con ogni probabilità, sarà quanto già detto nei giorni scorsi durante la videocall tra i leader della cosiddetta coalizione dei volenterosi, convocata dal premier britannico, Keir Starmer. È necessario raggiungere una pace giusta per l’Ucraina, il punto di vista di Meloni, ma l’Europa non deve perdere di vista la mediazione offerta dagli Stati Uniti per la soluzione al conflitto. Un intervento in cui è stato peraltro ribadito il no del governo italiano all’eventuale invio di truppe. Al riguardo il deputato della Lega, Alberto Bagnai, ha dettato la linea del suo partito. «No all’esercito europeo, no all’invio di soldati italiani in Ucraina, no al taglio della sanità per comprare armi. Se dobbiamo fare altro debito – ha dichiarato l’esponente leghista in una nota –, facciamolo per difendere famiglie e imprese dal caro bollette e tagliare le tasse, costruire ospedali e difendere i confini dai clandestini. Non certo per acquistare 800 miliardi di euro di armi o spendere altri 40 miliardi di euro in Ucraina. In un momento in cui finalmente la fine del conflitto sembra possibile, grazie all’impegno del presidente Trump, Italia ed Europa devono costruire ponti, non trincee».