Governo, in cinque anni riequilibrio accise benzina e diesel. La rideterminazione dei valori avverrà con decreto del Mase, di concerto con Mef, Mit, Masaf a cadenza annuale
Con il via libera di ieri del Consiglio dei Ministri al decreto legislativo sulla riforma delle accise, nei prossimi cinque anni, 2025 compreso, avverrà un progressivo riequilibrio delle aliquote sul prezzo del gasolio e della benzina al fine di portare la tassazione allo stesso livello. Attualmente la differenza è di 11,1 centesimi di euro/litro di minore imposta in favore del diesel. Il differente trattamento tributario «appare oggi non del tutto ragionevole, sia in relazione all’attuale configurazione del mercato nazionale dei carburanti», che registra consumi di benzina assai inferiori a quelli del gasolio, «sia riguardo all’impatto negativo in termini di C02. Il superamento della differenza di tassazione avverrà attraverso l’applicazione, «tra 1 e 1,5 centesimi di euro per litro», di una riduzione dell’accisa sulle benzine e di un aumento, nella stessa misura, di quella applicata al gasolio usato come carburante. Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha spiegato che sono stati introdotti «importanti meccanismi di semplificazione per gli operatori, a garanzia dell’erario. Un intervento che migliora l’efficienza del sistema tributario, riducendo oneri burocratici e rafforzando la fiducia tra Stato e contribuenti». In sostanza, il diesel diventerà più caro e la benzina più economica: il primo dovrebbe aumentare di 1-2 centesimi, la benzina dovrebbe calare della stessa misura. Si tratta di un riallineamento che il governo aveva anticipato nel Piano strutturale di bilancio a settembre e che ha approvato in via definitiva nel quindicesimo decreto di attuazione della riforma fiscale.