di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL
Gli ultimi dati Istat sulla situazione del mondo del lavoro italiano nel 2024 confermano la tendenza positiva dell’occupazione, con un tasso in un’ulteriore crescita, al 62,2%, una stabilità degli inattivi, al 33,4%, ed una diminuzione dei disoccupati, al 6,5%. L’incremento complessivo nel 2024 è stato di 352mila occupati, con una crescita del +1,5%. Rassicura in particolare il boom occupazionale registrato nel Mezzogiorno, con un aumento di 142mila occupati, +2,2%, che supera la crescita del Nord e del Centro e rappresenta un segnale incoraggiante di riequilibrio territoriale. Numeri che confermano l’efficacia delle politiche adottate dal Governo volte a sostenere la crescita e a creare nuove opportunità per i lavoratori. Anche perché sono in crescita i dipendenti stabili, in aumento del 3,3%, pari a 508mila unità e che in totale sono 16 milioni 78mila, numeri che compensano il contemporaneo calo del lavoro a termine, che diminuisce del 6,8%. La piattaforma SIISL, ovvero Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa, progettata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e gestita dall’INPS sta avendo un impatto positivo nella facilitazione dell’incontro tra domanda e offerta per lavoro e formazione, offrendo percorsi personalizzati a supporto dell’inserimento lavorativo. Ci troviamo, quindi, all’interno di una tendenza favorevole ed ormai consolidata da mesi. Dati positivi, che però non devono rappresentare un traguardo, ma essere sempre considerati come un punto di partenza per arrivare a situazioni ancora migliori, sia a livello quantitativo che qualitativo, preparando l’Italia per tempo ai cambiamenti in corso. Uno fra tutti, quello rappresentato dall’intelligenza artificiale, come sottolineato dal Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, una nuova tecnologia, sempre più diffusa ed in costante perfezionamento, che avrà un impatto significativo sulla produttività del lavoro e sulla trasformazione delle competenze richieste dal mercato. È essenziale, quindi, accompagnare questo processo con investimenti mirati nella formazione e nella riqualificazione dei lavoratori, per garantire che l’innovazione tecnologica non si traduca in nuove forme di precarietà, ma in un’opportunità di crescita per tutti. Poi anche insistere, attraverso in particolare le competenze Stem, maggiormente richieste dalle imprese, per colmare al mismatching fra domanda e offerta di lavoro che ancora penalizza la nostra occupazione, specialmente giovanile, e recuperare al lavoro gli inattivi. In questo senso, è fondamentale continuare a investire in misure strutturali che favoriscano l’occupazione stabile e di qualità, garantendo salari adeguati al costo della vita. L’Ugl continuerà a battersi per un mercato del lavoro più equo e inclusivo, capace di valorizzare il contributo di tutti i lavoratori italiani.