Tensioni nel centrosinistra. Il leader del M5s critico con il piano Von der Leyen e con i dem: «L’astensione è la cosa più incomprensibile»

Si sfalda il Partito democratico, ma forse è meglio dire il centrosinistra nel complesso. O quel che ne potrebbe rimanere, a questo punto, l’indomani del voto al Parlamento europeo sul Libro bianco della difesa dell’UE, contenente il piano ReArm Europe presentato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Perché se da un lato le divisioni emerse all’interno della delegazione Pd al PE (in dieci hanno votato sì e in 11 hanno invece optato per l’astensione) potrebbero alimentare una serie di riflessioni anche sulla gestione del dossier da parte della segretaria, Elly Schlein, dall’altro c’è Giuseppe Conte che non le manda certo a dire. «Ieri abbiamo visto un Pd che si è diviso in UE, un partito in forte difficoltà», ha dichiarato il leader del M5s, intervenendo a “Il rosso e il nero”, su Radio Rai Uno. «Francamente – ha poi aggiunto – posso parlare della mia coerenza, oggi non mi sento di andare in casa altrui a fare considerazioni. Ma l’astensione è la cosa più incomprensibile. Di fronte a una Von der Leyen che spreca 800 miliardi in armi, senza una difesa comune, tu cosa fai? Dici non mi pronuncio. Non sono d’accordo nemmeno con Prodi, che dice “è un primo passo”. Ma è un passo sbagliato». Va detto che Conte non ha risparmiato neppure la maggioranza. «Sono tre anni che Meloni ha solo azioni e linguaggio bellicisti», la sua posizione al riguardo. Differenze sono emerse anche nel centrodestra, con la Lega contraria alla risoluzione. Sul tema, via social, il vicepremier Salvini è tornato a ribadire un concetto già espresso nelle scorse ore. «Dire di voler “riarmare l’Europa” per arricchire aziende tedesche e francesi? No, se serve investire – si legge su X – bisogna farlo per l’Italia, facendo lavorare aziende italiane, e senza compromettere la spesa per altri settori come la sanità e la scuola».