Dopo il mormorio scatenato da DeepSeek, un nuovo modello promette di compiere operazioni complesse in modo autonomo
Arriva dalla Cina e promette di superare in poco tempo i modelli concorrenti, compresi quelli occidentali. Se ne parla con insistenza da alcuni giorni, al momento non è accessibile a tutti, eppure già si rincorrono voci di qualcosa di rivoluzionario. Si tratta di Manus AI, il sistema di intelligenza artificiale sviluppato dalla startup Butterfly Effect. Cosa avrebbe in più rispetto ai modelli ormai familiari, come ChatGPT, Gemini, Copilot o Claude? Tanto per cominciare è bene ricordare che soltanto poche settimane fa era emersa alle cronache un’altra AI, DeepSeek, proveniente anch’essa dalla Cina. Ad ogni modo l’innovazione di Manus consiste nella supposta capacità di elaborare operazioni complesse – anche più della già citata DeepSeek –, in modo autonomo, non necessitando, cioè, di continue istruzioni da parte degli utenti, come avviene per gli altri modelli. Chi conosce il suo funzionamento – ad ora si può utilizzare solo su invito – sostiene che Manus sia in grado, ad esempio, di sviluppare analisi finanziarie approfondite, organizzare un viaggio in tutti i suoi aspetti, compiere ricerche con prestazioni superiori a quelle di Deep Research di OpenAI e così via. Dato l’input iniziale, Manus procede in modo indipendente. Un modello, insomma, che se riuscirà a confermare le aspettative fin qui illustrate, alimenterà una volta di più il dibattito su come la tecnologia potrà rivoluzionare le nostre vite e le nostre professioni. Tuttavia la stampa specializzata riferisce di un sistema che allo stato attuale non appare ancora perfetto. Tra quanti hanno potuto provarlo – esperti e giornalisti – si sono verificate delle difficoltà nel completamento di alcune operazioni, tipo la prenotazione di voli o situazioni simili.