Ma Mosca frena e invita «a non correre troppo»
Ora si attende una risposta dalla Russia. E i primi contatti in questa direzione sono previsti già oggi, almeno secondo quanto riferito dal segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ripreso dai media internazionali. I colloqui di Gedda di ieri tra le delegazioni statunitense e ucraina hanno prodotto la richiesta di una tregua di un mese, tempo utile – che potrebbe essere esteso al bisogno – per ulteriori negoziati e il raggiungimento di una soluzione duratura alla guerra tra Mosca e Kiev. Per il momento, la posizione della Russia appare tiepida, con il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, che ha esortato la comunità internazionale a «non correre troppo» sull’ipotesi di cessate il fuoco. Lo stesso Cremlino non esclude, se necessario, un contatto telefonico tra i presidenti Putin e Trump. «Assumiamo che il segretario di Stato Marco Rubio e il Consigliere per la sicurezza nazionale Mike Walz ci informeranno nei prossimi giorni attraverso diversi canali dei negoziati che si sono svolti e degli accordi presi», ha poi affermato Peskov. I tempi potrebbero essere più stretti, magari anche questione di ore. Fatto sta che mentre si tenta di riavvicinare le parti in una prospettiva più diplomatica, sul terreno si continua a combattere. «La dinamica nel Kursk è positiva», sostiene il portavoce del Cremlino, il quale ha spiegato – citato dalle agenzie russe – che «le informazioni indicano che le nostre forze stanno avanzando con successo nella regione, liberando le zone che erano sotto il controllo» delle truppe ucraine.