Il ministro Zangrillo torna a parlare di una legge per riconoscere gli aumenti contrattuali
Salvo imprevisti dell’ultima ora, domani dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri un disegno di legge che, nelle intenzioni del ministro della funzione pubblica, Paolo Zangrillo, dovrebbe portare ad un riordino delle carriere nel pubblico impiego. I punti cardine dovrebbero essere due, anche se, fino a quando non sarà disponibile un testo ufficiale, tutte le congetture sono possibili. Il primo pilastro è il superamento della carriera soltanto per concorso. Da sempre, nella pubblica amministrazione, gli avanzamenti da un livello all’altro sono subordinato al superamento di un concorso, con le singole amministrazioni che riservano dei posti per le progressioni interne. L’idea è quella di dare maggiori margini di manovra ai dirigenti, anche al netto dell’espletamento dei concorsi. L’altro pilastro rimanda, invece, alla questione dei premi e degli incentivi economici. L’ipotesi, in questo caso non nuova, è quella di fissare un paletto massimo di dipendenti che, annualmente, possono conseguire la valutazione massima. Si parla di un tetto al 30%. Intanto, sempre Zangrillo non esclude la possibilità che gli adeguamenti stipendiali nei comparti dove ancora non si è raggiunto un accordo possano arrivare per legge. Un modo per superare l’ostruzionismo di Cgil, Uil e Usb che sta impattando soprattutto negli enti locali e nella sanità. Non è escluso un intervento in tempi rapidi, quindi.