Von der Leyen: «Difesa comune, nostro compito». «Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi sarà necessario più coraggio, e altre scelte difficili»
La «pace nella nostra Unione non può più essere data per scontata». Così ha dichiarato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, intervenendo nella plenaria di Strasburgo del Parlamento Ue per il dibattito sulla sicurezza dell’Ue. Un discorso molto duro, che posta sempre più in avanti o indietro, a seconda dei punti di vista, la storia dell’Ue, tanto da farle dire:
«L’ordine di sicurezza europeo sta subendo uno scossone e molte delle nostre illusioni si stanno infrangendo». E quindi? «Occorre concentrarsi sugli acquisti congiunti», «è per questo che abbiamo scelto la procedura d’emergenza prevista dall’articolo 122, pensata proprio per i momenti in cui “sorgono gravi difficoltà nell’approvvigionamento di determinati prodotti”. In altre parole, l’articolo 122 ci permette di raccogliere denaro, di prestarlo agli Stati membri perché lo investano nella difesa. Questo è l’unico modo possibile per ottenere assistenza finanziaria d’emergenza ed è ciò di cui abbiamo bisogno ora. Terremo il Parlamento costantemente aggiornato sui progressi». Non solo, poiché in termini di difesa gli Stati Ue dovranno spendere di più, anche fino al 3% e che la maggior parte dei nuovi investimenti può provenire solo dagli Stati membri, «stiamo attivando la clausola di salvaguardia nazionale del Patto di stabilità prevista dalle nostre nuove norme fiscali. Si tratta di un nuovo strumento creato solo l’anno scorso. Proponiamo di attivarlo in modo controllato, limitato nel tempo e coordinato, per tutti gli Stati membri. Questo può trasformare i nostri bilanci della difesa in modo rapido ed efficace. Gli Stati membri potrebbero mobilitare fino a 650 miliardi di euro nei prossimi quattro anni, aggiungendo l’1,5% del Pil ai loro bilanci della difesa in quattro anni. Si tratta di una cifra enorme». Insomma, «Il tempo delle illusioni è finito».