«Bene il ministro Giancarlo Giorgetti all’Ecofin, quando conferma che “sarebbe inaccettabile” che eventuali ulteriori finanziamenti alla difesa siano “a scapito della spesa sanitaria e dei servizi pubblici”. Investire in sistemi di protezione e sicurezza a livello nazionale è assolutamente utile, senza togliere fondi a sanità, scuola e famiglie, ed è fondamentale che l’Europa sia promotrice di pace, accompagnando le iniziative e le proposte di Trump, Zelensky e Putin. È un momento in cui servono in modo particolare responsabilità e riflessione e non fretta e approssimazione». Così il vicepremier Matteo Salvini si è espresso su X in merito alle affermazioni del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, all’Ecofin. Il tema è quello della difesa europea, nel giorno in cui la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è intervenuta alla plenaria di Strasburgo sul piano Rearm EU. L’Italia «non può concepire il finanziamento della difesa a scapito della spesa sanitaria e dei servizi pubblici», ha detto stamattina Giorgetti, secondo una nota diffusa dal Mef. «Dobbiamo anche chiarire la portata e la durata della clausola di salvaguardia – ha quindi aggiunto – poiché la maggior parte degli investimenti nella difesa si estende su molti anni e il loro impatto sui conti pubblici può apparire solo a lungo termine». Inoltre, «dobbiamo anche distinguere tra i bisogni immediati legati alla guerra in Ucraina e la strategia sulla sicurezza a lungo termine dell’UE». Per questo serve «fare un approfondimento sulla strategia seguito da un piano di attuazione. Dobbiamo ragionare sulla possibilità di convertire le industrie esistenti e sviluppare, allo stesso tempo, nuove capacità e capacità tecnologiche». «Solo a quel punto le esigenze di finanziamento – ha concluso il ministro dell’Economia – saranno chiaramente definite. L’Italia farà la sua parte, prima però occorre definire ciò che è necessario».