Aumentano i posti di lavoro, ma restano limiti su età, istruzione e reddito

Numeri importanti sulla condizione femminile, quelli che arrivano dalla ministra del lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, e dal Comitato pari opportunità del Cnel, che oggi ha presentato, durante un evento, il rapporto Istat sul lavoro delle donne. Negli anni, passi in avanti sono stati fatti, come ha evidenziato in Parlamento la ministra Calderone che, fra le altre cose, ha centrato l’attenzione sull’incremento dell’utilizzo dei congedi parentali da parte del padre. Un elemento che era già emerso anche in una precedente ricerca del Cnel sulla figura del caregiver, effettuata sulla regione Lazio. Tornando al rapporto Istat, nonostante la crescita dell’occupazione delle donne nel nostro Paese, permangono delle criticità. Una prima di queste rimanda all’aspetto generazionale: l’occupazione cresce soprattutto fra le over 50 e meno fra le giovani, anche a causa dei carichi familiari e delle incongruenze che ancora esistono a livello di orientamento scolastico. Altro elemento critico è quello della disoccupazione di lunga durata, vale a dire quella che dura più di un anno. In un terzo dei casi, si tratta di madri in coppia, mentre per un altro terzo si tratta delle figlie che faticano ad uscire dalla famiglia di origine. Resta, infine, un forte gap reddituale, pure se negli ultimi anni sono aumentate, seppure di poco, le famiglie nelle quali le donne guadagnano più degli uomini.