Le federazioni di categoria chiedono al governo di dare seguito all’intesa di dicembre
Torna a crescere la tensione nel trasporto pubblico locale, dopo che, nei mesi scorsi, sembrava che la firma del rinnovo del contratto collettivo fosse ormai vicinissima, praticamente ad un passo. Con un comunicato unitario, le federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal hanno infatti richiamato gli impegni presi a dicembre con le parti datoriali (11 dicembre) e con il governo (18 dicembre), chiedendo di dare seguito alle intese raggiunte, pena un inasprimento della vertenza con un pacchetto di scioperi che potrebbero scattare già dal 10 marzo. Il contratto collettivo, scaduto a fine 2023, interessa una platea di circa 110mila addetti. L’esecutivo, a dicembre, si era impegnato a trovare le risorse necessarie e sufficienti ad assicurare aumenti medi a regime nell’ordine di 160 euro, con, in aggiunta, 500 euro di una tantum da erogare con la busta paga di febbraio. Da marzo sarebbe dovuto scattare il nuovo Edr da 40 euro lordi mensili. Le sigle sindacali si attendevano, per tale ragione, un provvedimento normativo entro gennaio, così da permettere alle aziende del comparto di attivarsi per quanto di competenza. Tale provvedimento ancora non è arrivato, per cui le associazioni datoriali di categoria, Asstra, Anav e Agens, hanno già fatto sapere alle aziende loro associate che, vista la situazione, non si è in condizione di assicurare il rispetto dell’intesa dell’11 dicembre.