Prima timida svolta sulla Beko, mentre su ex Ilva e Eni Versalis cresce l’attesa
Giorni sempre molto intensi dalle parti del ministero delle imprese e del made in Italy, con il ministro Adolfo Urso impegnato a provare a sciogliere nodi spesso molto complessi, spesso perché si trascinano da tempo. Andando con ordine, l’ultimo incontro con i rappresentanti di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e della Beko ha permesso di mettere qualche paletto in più in una vertenza che è esplosa improvvisamente in tempi recenti, anche al netto del processo di forte riorganizzazione industriale che sta interessando tutto il comparto degli elettrodomestici. Dopo una serie di incontri, gli esuberi si sono ridotti a 1.400. La grande incognita continua ad essere lo stabilimento di Siena, per il quale sembra sempre più probabile una discesa in campo di Invitalia. Prossimo appuntamento la metà di marzo. Intanto, mercoledì è in calendario il vertice per gli ammortizzatori sociali negli stabilimenti ex Ilva. Come noto, per Acciaierie d’Italia si è entrati nella fase più delicata, quella che dovrebbe portare all’individuazione di un nuovo proprietario, per cui anche la gestione degli ammortizzatori sociali diventa decisiva, tanto è vero che i metalmeccanici di Cgil e Ugl hanno chiesto di nuovo di spostare la vertenza a Palazzo Chigi. Tutto da chiarire, infine, il destino degli stabilimenti Eni Versalis, con forte attenzione soprattutto su Priolo e Brindisi, ma anche su Ferrara, Ravenna e Mantova.