Il peso del differenziale salariale

Il differenziale salariale uomo-donna è aspetto conosciuto; il Rendiconto di genere dell’Inps permette, però, di avere piena contezza del peso di tale differenziale, settore per settore. Soltanto in un caso, quello dei dipendenti del settore delle estrazioni di minerali da cave e miniere, la paga giornaliera media è superiore per le donne rispetto agli uomini; ciò dipende, in larga parte, dal fatto che le donne sono impiegate in mansioni mediamente più elevate. In tutti gli altri settori – in totale quelli analizzati sono diciotto – in dieci casi il differenziale è superiore al 20%, con punte di quasi il 40% nelle attività immobiliari, del 35% nelle attività professionali scientifiche e tecniche e del 32% in quelle finanziarie e assicurative. Tradotto in valori assoluti, un agente immobiliare percepisce poco meno di 130 euro; la sua collega si ferma a quasi 78 euro. Nelle professioni scientifiche e tecniche, gli uomini guadagnano 133 euro, le donne 86,3 euro. Chiaramente sono diversi i fattori, dall’inquadramento contrattuale ai trattamenti individuali, dal lavoro straordinario al part time, che incidono quando si arriva a definire un dato medio, però colpisce che, anche in settori regolamentati dalla contrattazione collettiva, come la scuola vi sia una differenza di quasi 10 euro: 72,5 euro per le donne e 81,7 per gli uomini. Sempre scuola, ma pubblico impiego, la differenza è praticamente inesistente, con valori intorno ai 98 euro. Sanità, università e ricerca, però, hanno differenziali superiori al 20%.