Le tendenze demografie e l’istruzione lette al femminile
Il primo aspetto che analizza il Rendiconto è la struttura demografica. L’Italia conta poco meno di 59 milioni di residenti, il terzo Paese dell’Unione europea per numero di abitanti; il saldo naturale, vale a dire la differenza fra le nascite e i decessi è negativo dal 2000. La popolazione femminile è pari al 51,1%, di poco inferiore rispetto alla media europea del 52%. Gli under 14 sono circa 7,2 milioni, mentre gli over 65 sono praticamente il doppio (14,3 milioni). Le coppie con figli sono poco meno 8,1 milioni, quelle senza figli sono circa 5,5 milioni. Le giovani di età compresa fra 18 e 34 anni che ancora vivono nella famiglia di origine sono quasi 3 milioni; i maschi 600mila in più. Le madri single sono oltre 2,4 milioni; i padri appena 531mila. L’età media del primo parto, che era vicina ai 25 anni fino agli anni ’80, è ora di quasi 32 anni, mentre la speranza di vita delle donne si conferma migliore sempre nell’ordine dei quattro anni. Sul versante dei flussi migratori, nel 2023 hanno lasciato l’Italia poco meno di 49mila donne (44,8%) a fronte di 59mila uomini, mentre sono entrate oltre 126mila donne (46,1%) e 146mila uomini. Altro elemento di valutazione è quello dell’istruzione. Un terzo delle donne ha una competenza alfabetica non adeguata, mentre quella maschile è al 42,9%. La situazione si ribalta per la competenza numerica non adeguata, con le donne al 46,9% e gli uomini al 41,5%. Le ragazze rappresentano il 61% degli iscritti ai licei, il 32% degli istituti tecnici e il 44% degli istituti professionali. Guardando all’università, con riferimento alle lauree di primo livello, quasi il 60% degli oltre 162mila laureati e laureate è al femminile. La percentuale sale al 79% nell’area artistica, letteraria e dell’educazione, ma scende al 40% in quella Stem. Percentuali molto simili per laurea magistrale: su circa 102mila lauree, il 57,7% è al femminile, con le materie Stem al 42%. I dottorati di ricerca sembrano premiare più i maschi, mentre i master le femmine.