Indice passato dal +1,5% di gennaio al +1,7%
Secondo le ultime rilevazioni dell’Istat, a febbraio 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) è aumentato dello 0,2% sul mese precedente e dell’1,7% su base annua, rispetto al +1,5% di gennaio. L’inflazione è stata spinta dai Beni energetici regolamentati (+31,5%), dalla minore flessione di quelli non regolamentati (-1,9%) e dalla crescita dei prezzi degli Alimentari (+2,9% per i non lavorati, +2,2% per i lavorati). Hanno invece rallentato i Servizi relativi a trasporti (+1,9%), tempo libero (+3,0%) e comunicazioni (+0,5%). L’inflazione di fondo, invece, è rimasta stabile a +1,8%. I prezzi del “carrello della spesa”, che include i beni alimentari, per la cura della casa e della persona, hanno registrato un’accelerazione, passando da +1,7% a +2,2% su base annua, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto sono rimasti stabili a +2,0%. L’indice armonizzato (IPCA) ha registrato +0,1% su base mensile e +1,7% su base annua. L’inflazione acquisita per il 2025 è salita a +1,2% per l’indice generale e +0,7% per la componente di fondo. Qualche giorno fa l’Eurostat, in attesa dei dati di febbraio, ha invece diffuso le stime sul tasso d’inflazione dell’Eurozona a gennaio, segnalando un aumento al 2,5%, dal 2,4% di dicembre e contro il 2,8% di un anno prima. I tassi annuali più bassi sono stati registrati in Danimarca (+1,4%), Irlanda , Italia e Finlandia (tutti con un +1,7%). Al contrario, i tassi annuali più alti sono stati registrati in Ungheria (+5,7%), Romania (+5,3%) e Croazia (+5,0%).