Trump annuncia dazi all’Ue. Inizia lo scambio?
Sentite, «siamo onesti, l’Unione Europea è stata progettata per farci arrabbiare». Nella prima riunione alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha messo il dito nelle piaghe che per lui sono Ue, Cina, Ucraina, commercio internazionale, ambiente. Il momento, l’attacco diretto all’Europa, è arrivato: i prodotti europei saranno «presto» soggetti a dazi del 25%, come da inizio aprile per Messico e Canada. Trump ha ripetuto le sue lamentele verso la Ue colpevole di «non accettare le automobili o i prodotti agricoli». Da parte sua l’Ue cosa ha risposto? «L’Ue reagirà fermamente e immediatamente», inoltre «reagirà contro le barriere ingiustificate al commercio libero ed equo…» e «proteggerà sempre le aziende, i lavoratori e i consumatori europei dai dazi ingiustificati», ha dichiarato un portavoce della Commissione europea. Il solito interventismo francese ha fatto dire al ministro delle Finanze, Eric Lombard, che «se gli americani aumenteranno i dazi, l’Ue farà lo stesso» e con «misure proporzionate alla sfida», ha rincarato la dose il premier spagnolo, Pedro Sanchez. La solerte – solo a far fare brutte figure all’Italia – opposizione parlamentare (Avs, Pd e M5s) ha invocato una «informativa urgente della presidente Meloni» in aula alla Camera. Ma per il leader della Lega, Matteo Salvini, ospite a “Giù la maschera” su Rai Radio 1, le cose stanno diversamente: «Ora Trump usa i dazi come merce di scambio…E allora ti siedi al tavolo e dici: difendi gli interessi di Macron o i tuoi e dei tuoi imprenditori? Per noi la strada è tracciata». Siamo solo all’inizio di una grande e difficile sfida.