di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL
Sull’Intelligenza Artificiale se ne dicono un po’ di tutti i colori, a cominciare dal titolo dell’interessante approfondimento di oggi de Il Sole24Ore che, occupandosi de “Il mondo di Trump”, titola “Intelligenze artificiali sovraniste” per alludere al fatto che i big del settore come Amazon, Apple, Google e altri giganti si siano «inchinati» al cospetto del nuovo inquilino della Casa Bianca non tanto per i soldi, quanto per la liberalizzazione delle regole.
Sorvolando sulle «intelligenze sovraniste», visto che negli Usa vige notoriamente un dichiarato Nazionalismo, il tema delle regole associato all’AI è talmente importante che grandi star della musica come Sting, Paul McCartney, Kate Bush, insieme a scrittori e direttori di orchestra hanno fatto pubblicare una lettera a loro firma sul Times per protestare contro la possibilità concreta che il governo laburista inglese possa varare una legge che consentirà alle società di Ai di utilizzare opere d’arte, musica e libri finora tutelati dal diritto di autore. Quindi di fatto cancellandolo.
Le conseguenze del, come scrive Il Sole24Ore, «turbo tecno liberismo» associato all’AI non sono certamente immaginabili nel volgere di poco tempo e per questa ragione l’Ue ha scelto di darsi delle linee guida sia per chiarire la definizione stessa di «sistema di intelligenza artificiale» sia per conferire alla temutissima tecnologia un’etica, “un’umanità” e un’attenzione in termini di impatto sulle persone, sulle attività e sulle tante professionalità coinvolte. Molto encomiabile come intento e anche come primato in materia, ma le prime due domanda da farsi sono se tali regole siano risolutive, e a leggere Il Sole24Ore – che, ricordiamo, è l’organo di stampa della grande industria – sembrerebbero più complicare che chiarire alcuni nodi e se l’Europa ha la capacità di imporre nel mercato tali regole soprattutto quando quelle tecnologie non si possiedono né si è in grado a breve di svilupparle.
In tal senso, sappiamo benissimo che “i giochi” sono in mano a Usa e Cina, ma proprio quest’ultima ha dimostrato che con molta astuzia, ricerca e, sicuramente, adeguati investimenti che altri soggetti si possono affacciare sul mercato. Allora facciamolo!
Ma subito, perché la deregulation o il tecno turbo liberismo che Trump ha in mente di introdurre e ha già in parte introdotto, revocando e cancellando la firma di Joe Biden da un ordine esecutivo del 2023 che intendeva mitigare i rischi associati all’Ai, può mettere le aziende europee nella difficile posizione di non poter competere ad armi pari con conseguenze catastrofiche facilmente immaginabili. Almeno per noi che facciamo sindacato.