Ucraina: si avvicina, a piccoli passi, la possibilità di una pace. Oggi, 1.097° giorno di guerra, leader occidentali e europei, con a capo la presidente Ursula von der Leyen, si sono recati a Kiev per una commemorazione e con nuovi sostegni alla causa ucraina

Il 24 febbraio 2022 l’esercito russo con decine di migliaia di uomini entra in territorio ucraino da tre direttrici: da Nord verso Kiev, da Est verso il Donbass e dalla Crimea verso i territori limitrofi alla penisola annessa nel 2014. Quella che doveva essere una «missione di pace» per proteggere la popolazione russofona dalle «violenze» degli ucraini di pochi giorni, secondo le aspettative del presidente russo Vladimir Putin e le previsioni di molte intelligence occidentali, è arrivata fino ad oggi, lunedì 24 ottobre 2025, al 1.097° giorno di guerra. Oggi il primo ministro canadese e i leader europei con la presidente Ursula von der Leyen si sono recati a Kiev sia per una doverosa commemorazione sia per dare una rappresentazione “plastica” della vicinanza Ue, anche con una «nuova tranche di aiuti da 3,5 miliardi» all’Ucraina e al suo presidente, Volodymyr Zelensky, impegnato, parallelamente, in una trattativa con gli Usa sulle terre rare ucraine. «Stiamo facendo progressi», ha spiegato Zelensky, in merito all’obiettivo dichiarato dal presidente Donald Trump di avere accesso alle risorse minerarie ucraine, a patto che il presidente russo, Vladimir Putin, «ponga fine a questa guerra», è la condizione posta del leader ucraino. Un cessate il fuoco immediato? Difficile, visto che per il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, prima bisogna arrivare ad accordi «accettabili» da entrambe le parti. Resistenza del popolo e dell’esercito ucraino e sostegno da parte di quasi tutto l’Occidente al Paese invaso, hanno fatto sì che l’Ucraina non capitolasse fino ad oggi, ma al prezzo di alcuni territori finiti in mano russa e di vittime, complessivamente più di un milione tra morti e feriti ma da entrambe le parti. In Europa, fervono iniziative per evitare che passi il progetto di una pace scritta a due mani, cioè da Usa e Russia, senza Kiev e Bruxelles. Secondo il Times, il presidente francese, Emmanuel Macron, e il primo ministro inglese, Keir Starmer, avrebbero concordato di provare a convincere Donald Trump a non proseguire i negoziati di pace bilaterali con Putin, in cambio dell’impegno europeo per la futura sicurezza dell’Ucraina. La Cina ha accolto con favore «gli sforzi positivi compiuti dalla Russia e dalle altre parti interessate per risolvere la crisi» in Ucraina e Volodymyr Zelensky ha chiesto una «pace reale e duratura» nel 2025. Che magari potrebbe iniziare da uno scambio di tutti i prigionieri.

Il bilancio tra morti e feriti
La guerra in Ucraina ha prodotto oltre un milione fra morti e feriti da entrambe le parti, secondo fonti riservate citate dal Wall Street Journal. Secondo i dati dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine da aprile 2022, la Russia ha subito in Ucraina 360.000 perdite (morti e feriti). Da gennaio 2024, le perdite russe sono in media 3,3 volte superiori a quelle del 2022.