Prevista una linea di produzione sulla componentistica per auto elettriche e ibride

Stellantis sembra confermare il deciso cambio di rotta, inaugurato dopo l’uscita di scena dell’amministratore delegato Carlos Tavares. È di queste ore la notizia, accolta con soddisfazione da parte dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, più Fismic e Associazione quadri, che lo stabilimento di Termoli ospiterà una linea di produzione dei cambi per le auto elettriche e ibride. La riconversione dello stabilimento è attesa per il prossimo anno. L’obiettivo è di arrivare ad una produzione di almeno 300mila unità all’anno, cosa che farebbe dello stabilimento molisano di Termoli il terzo polo produttivo di questa componentistica, dopo Mirafiori e Metz. Stellantis, con un proprio comunicato stampa, ha voluto ribadire il proprio impegno nel nostro Paese, in linea con le rassicurazioni fornite lo scorso mese di dicembre al ministero delle imprese e del made in Italy. Secondo le stime dei sindacati, la nuova linea di produzione occuperà circa 300 addetti, un numero che, però, compensa soltanto in parte la perdita occupazionale degli anni passati. L’aspetto sicuramente positivo è che Stellantis non aveva formalizzato le proprie intenzioni su Termoli, per cui la decisione rappresenta di certo un significativo passo in avanti. I sindacati di categoria, comunque, continuano a chiedere un impegno maggiore, a partire dall’ipotesi di gigafactory, anche per avere più garanzie per gli anni a seguire.