«In Ucraina una pace giusta e non fittizia. La Russia torni a svolgere il suo ruolo nella comunità internazionale»

«Il mondo che noi vorremmo è quello che rispetta il diritto internazionale». Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, torna a ribadirlo nel giorno in cui sono iniziati i colloqui sulla possibile fine della guerra in Ucraina, tra alcuni rappresentanti degli Stati Uniti e della Russia, fra cui il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, in Arabia Saudita. Al momento esclusi dai colloqui, per volere del presidente degli States, Donald Trump, i rappresentanti dei Paesi dell’Unione europea. Che, dall’inizio dell’invasione russa su larga scala il 24 febbraio 2022, hanno contribuito al sostegno della resistenza ucraina. Inclusa l’Italia. «Da tre anni a questa parte la posizione dell’Italia che ho sempre espresso è nitida, limpida, chiarissima: quella del rispetto del diritto internazionale e della sovranità di ogni Stato», ha aggiunto il capo dello Stato, ricordando, in occasione di un colloquio con il presidente montenegrino, Yakov Milatovic, a Cettigne, che «questa ferma, vigorosa affermazione è stata la base del sostegno che l’Italia ha assicurato all’Ucraina. Posizione sempre accompagnata dall’auspicio che la Russia torni a svolgere il suo ruolo nella comunità internazionale».
Fondamentale negli ultimi sviluppi sullo scacchiere internazionale l’azione di Trump, determinato a porre fine alla guerra in Medio Oriente e in Ucraina. Molte, però, sono ancora le incognite. Secondo il presidente della Repubblica, la speranza è che si raggiunga una una «pace giusta in Ucraina e che non sia fittizia o fragile». «E’ utile ricordare che quando l’Ucraina con il consenso della Russia divenne indipendente disponeva di una grande quantità di armi nucleari. Su sollecitazione di Usa e Russia l’Ucraina ha consegnato alla Russia alcune migliaia di testate nucleari. A fronte di quello nel trattato sottoscritto l’Ucraina registrava l’impegno di questi Paesi a rispettarne e garantirne indipendenza e integrità territoriale, Noi vorremmo che si ripristinassero quegli impegni ed accordi». La nuova amministrazione statunitense sta valutando anche un minore impegno all’interno della Nato. Mattarella non è preoccupato: «La Nato è nata decenni addietro, ha una storia robusta e non c’è nulla che può incrinare questo legame, non ho timore. Non vi è pericolo che possa essere incrinato».